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Newsletter

Stuzzicadenti - Il ritmo giusto è il tuo ritmo

Copertina della newsletter Stuzzicadenti di Katania Studio, numero su creativita e rientri

Editoriale

a cura di

Antonio Paratore

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Founder & CEO

Il lupetto di Steve Jobs

Illustrazione editoriale con fumetto sullo sfondo di Piazza Duomo a Catania per l'editoriale di Stuzzicadenti

Mi è sempre rimasta impressa la storia di Steve Jobs che indossava quel lupetto a collo alto anche in estate. Un po' per personal branding, un po' per avere più "carisma e sintomatico mistero" e soprattutto per tagliare la decision fatigue dalle daily task.

Ma che r’è??? Di recente ho scoperto una teoria secondo cui ogni scelta, grande o piccola, consuma una risorsa mentale limitata gestita dalla corteccia prefrontale.

In pratica ogni volta che prendiamo una decisione esauriamo un token giornaliero del nostro cervello. Steve Jobs ne ha risparmiato una parte mettendo più o meno lo stesso abito ogni giorno.

L'abito non fa il monaco, a quanto pare però aiuta.

Per gran parte della mia (breve) vita mi sono sentito grato di non fare un lavoro fisicamente faticoso. È un privilegio essere pagati per le acrobazie intellettuali che metto al servizio di clienti e amici.

Adesso credo che in molti lavori manuali le decisioni abbiano contorni più definiti. Che so, un motore si rompe: il meccanico rintraccia il problema nel radiatore e, per quanto sia complessa la riparazione, ha comunque una serie di opzioni chiare tra cui scegliere.

Fisicamente ti logora, questo è vero, però resta circoscritto a quel momento e ti porti meno lavoro a casa, soprattutto se l’attività non è tua.

La vita ti impone di scegliere spesso, ovvio, ma riuscire a togliere le ore lavorative da quel paradigma non è affatto male.

Ultimamente mi chiedo spesso come ritagliarmi dei momenti in cui semplicemente non devo scegliere.

Alla fine è una questione di ritmo: puoi anche avere del talento nel prendere decisioni veloci, ma la vera abilità sta nel capire quando accelerare il passo e quando rallentarlo.

La corteccia prefrontale funziona così: più la alleni, più impara a reggere il carico, ma ha sempre un bisogno vitale di ricaricarsi. E il trucco per non andare in tilt sta tutto nel saper switchare al momento giusto.

Ho elaborato due soluzioni nitide (funzionano per me, non è detto che vadano bene x tt). È assurdo pensarci: me le hanno ripetute milioni di volte persone molto più esperte e brave di me, ma a quanto pare ci si mette sempre un po' prima di mettere davvero a fuoco le cose.

  1. Trovarsi un hobby, una passione, qualcosa in cui investire tempo senza volere nulla in cambio. Iniziare a correre per migliorare la forma fisica non è un hobby, stai solo cercando di rendere produttivo lo sport. Disegnare, fare la Settimana Enigmistica, giocare a un videogioco, scrivere, leggere… qualcosa di lontano dal tuo lavoro, che non va postato su nessun social e non va condiviso da nessuna parte. Solo tempo per te.

  2. Affidarsi a dei compagni di ballo, perché oggettivamente non puoi fare tutto da solo. Che sia un lento o una strana coreografia alla Step Up 3, poco cambia. Imparare a delegare è una delle cose più complesse perché richiede di abbandonare il controllo, accettare il caos e fidarti delle persone e del tuo istinto.

Non so ancora quanta corda si possa dare prima di doverla tirare. So che le giornate in cui mi sono fidato di chi balla con me sono quelle in cui torno a casa con qualche token ancora in tasca.

Il lupetto per ora lo lascio a mio fratello Steve, a Catania questo autunno/inverno arriva il Super El Niño quindi sarebbe una scelta discutibile.

Per il resto ci vediamo sul dance floor, possibilmente sulle note della playlist di Paolo :)

Stuzzichini

a cura di

Alessandra Giuffrida

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CCO

Perché settembre non deve per forza inventare la ruota

Settembre, da sempre, porta con sé nuove strategie, valutazioni, pianificazioni e appunti al margine. Una sorta di secondo Capodanno, ma senza i fuochi d'artificio.

È il mese in cui riapriamo i file con un misto di entusiasmo e quell'ansia da prestazione che nasce davanti al cursore che lampeggia su un documento vuoto. Eppure, a pensarci bene, quel documento non è stato e non sarà mai davvero vuoto.

Ho sempre creduto che la creatività, nella sua forma più autentica, sia un atto di ricombinazione, un lavoro di puro bricolage.

Negli anni '60, l’antropologo Claude Lévi-Strauss descriveva la figura del bricoleur contrapponendola a quella dell'ingegnere. Se l'ingegnere parte da un progetto teorico ideale e cerca gli strumenti perfetti per realizzarlo da zero, il bricoleur fa qualcosa di molto più umano: si guarda intorno, apre la sua scatola degli attrezzi, raccoglie i pezzi rimasti da progetti precedenti, materiali apparentemente slegati tra loro e li riassembla. 

Non è necessario che cambi sempre tutto. Nella comunicazione è il punto di vista a fare la differenza, non sempre la novità a tutti i costi. 

Scrivendo questa frase mi viene in mente un momento preciso, l’incontro con uno dei creativi più determinati che abbia mai conosciuto.

Ha una cosa che invidio molto: si butta, prova, genera, prende un'idea che gli piace e se la porta da un'altra parte. Ruba senza troppi sensi di colpa, ma poi smonta, rimonta e mette la sua firma.

Come diceva Austin Kleon nel suo Steal Like an Artist, tutta l'opera creativa è la somma di ciò che abbiamo deciso di far entrare nella nostra vita. Le citazioni salvate nei preferiti, le campagne che ci hanno colpito, i dati analizzati, le deviazioni improvvise e tutti gli errori che abbiamo dovuto correggere in corsa. Ecco, l'approccio del mio amico è un po' anche il mio. Un po' meno deciso, forse.

Perché la prima pagina bianca di settembre non deve per forza fare paura: in realtà non è mai davvero bianca. Porta con sé la stratificazione di tutto quello che abbiamo costruito, testato e sbagliato fino a ieri.

Forse il vero superpotere per ripartire questo autunno non è l'ossessione di inventare la ruota, ma la voglia di guardare i nostri appunti disordinati con occhi diversi. 

Non servono sempre nuove risposte o strumenti rivoluzionari, a volte basta semplicemente cambiare la combinazione delle domande che ci facciamo.

Prima di cestinare una strategia o una direzione per l'ansia di dover sembrare nuovi o forse accettati, vale la pena fare un passo indietro, aprire quel cassetto pieno di appunti e chiedersi: cosa c’è che merita un secondo tempo?

Buon rientro a chi cerca tra gli errori e non tra lo stress delle pressioni e delle scadenze.

Per approfondire:
  • Il concetto di Bricolage: La distinzione tra l'ingegnere e il bricoleur secondo Claude Lévi-Strauss (Il pensiero selvaggio, 1962).

  • Steal Like an Artist di Austin Kleon: Una guida illustrata sul perché ricombinare le proprie influenze sia il vero motore dell'originalità.

  • The Fresh Start Effect: Uno studio di psicologia comportamentale della Wharton School su come e perché settembre (e i nuovi inizi) modificano la nostra percezione degli obiettivi.

ASSAGGI

a cura di

Paolo Spartano

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Art Director

Ottobre se fosse ballerino

Se settembre è il mese in cui riapriamo i file e cerchiamo, tra vecchi appunti e tentativi, ciò che merita un secondo tempo, io preferisco spostarmi su ottobre. Forse perché mi ha sempre infastidito l’idea che ogni mese debba avere un carattere e degli obiettivi prestabiliti: l’estate deve essere energica, settembre il mese della ripartenza. Ma ognuno di noi segue ritmi diversi e attraversa fasi che non conoscono calendari: si può ricominciare a luglio, rallentare a gennaio o spaccare il mondo a novembre.

Ottobre, invece, sembra non avere grandi pretese. È un mese di passaggio, un po’ sospeso: l’estate è finita e l’inverno non è ancora cominciato. Forse proprio per questo possiamo smettere di aspettarci che sia qualcosa e decidere noi che carattere dargli.

Io, per esempio, quest’estate sono andato a ballare troppo poco. Così ho scelto di ribaltare l’apparente inerzia di ottobre e trasformarlo nel mio mese ballerino: più vivace, leggero e decisamente meno autunnale del previsto.

Questa playlist è il mio ottobre positivo. Un po’ di energia per rifarsi delle occasioni perse e prendere un po' di sole anche quando è nuvoloso.

Link alla playlist su Spotify

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